giovedì 12 febbraio 2009

Vuoti a rendere

mercoledì 7 gennaio 2009

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martedì 18 novembre 2008

Wall-e


L'animazione italiana vive da sempre un suo eterno fraintendimento. Sospesa tra l'accettazione delle regole di un mercato che considera il prodotto d'animazione esclusivamente dedicato ad un pubblico non adulto e le tensioni internazionali che aprono il prodotto ad uno spettatore trasversale, l'industria italiana è rimasta alle mirabolanti imprese dei campioni di un tempo: Luzzati, Pagot, Gavioli, Cavandoli, De Mas, Bozzetto. Come il nostro cinema si è praticamente fermato ai maestri del dopo guerra, Zavattini/De Sica, Rossellini, Visconti e agli sperimentatori dei 60'/70' Antonioni, Fellini, anche l'animazione italiana paga la sua scarsa propensione a sperimentare nuove forme espressive, a guardare al di fuori del proprio contesto e soprattutto a rischiare. L'ultima fatica della Pixar Wall-e non è semplicemente un film di animazione. Racchiude in se una favola densa, suggestiva; una geniale operazione di marketing e un ingegnoso utilizzo delle più moderne tecnologie grafiche. Ma la prima mezzora del film è cinema puro, suono e immagine senza compromessi. Il resto è artigianato hollywodiano di buon livello. L'Italia intanto guarda. E paga per guardare.

lunedì 27 ottobre 2008

Flow.


Documentare la realtà per condividere le problematiche del nostro tempo. La riflessione del cinema come strumento sociale di informazione e progettazione di soluzioni comuni. Al centro di tutto questo l'acqua. Flow possiede la persuasione seducente del racconto incalzante e la bellezza e la forza della verità. Un esempio tipico di documentario dei nostri tempi in grado di rinchiudere tra le immagini sgraziate una sottile riflessione sul nostro tempo e l'indicazione di una nuova strada da percorrere. Tutto ha il suo prezzo. E molto presto lo sapremo.

mercoledì 1 ottobre 2008

Step across the border.


Cinema è suono e immagine. Inscindibili. Non esiste il cinema del silenzio. Non è mai esistito il cinema muto. Immersi nel buio della sala percepiamo un piccolo rumore, un fruscio appena sussurrato di un vestito, un leggero ma insistente parlare in sottofondo. Tutto ciò che in sala circonda il nostro udito è comunque colonna sonora di un immagine che si muove senza spostarsi. E come tale influenza in maniera ineluttabile la percezione di quello che vediamo. L'ambizione di Step across the border è quella di essere film capace di catturare esperienza e memoria musicale di una esistenza. Persone, strumenti, oggetti. I rumori pigri e distanti della notte, l'accatastarsi disordinato dei piatti, il lavorio insistente di un cantiere, un'interferenza alla radio, l'acqua che cade sulla pietra sono una musica in potenza. Ogni gesto produce un suono ed ogni suono contiene in se elementi musicali. Così la vita è musica, ordinaria e straordinaria, a differenti intervalli di intensità e di immaginazione. Così è Fred Frith creatore di colonne sonore reali e immaginarie. 

giovedì 25 settembre 2008

El abrazo partido.

El abrazo partido (L'abbraccio perduto) è la ricerca di un vuoto. Un vuoto che non ha forma ma è solo un ricordo. Il ricordo del protagonista sfuma nella memoria e rimane sensazione. Un profumo, un suono, un gesto, un'immagine. Un momento di sogno strappato alla vita. Il giovane Ariel rincorre il passato cercando il futuro. Troverà il presente.

venerdì 1 agosto 2008

La banda


Il cinema lavora sulla materia dei sogni. Il regista è un artigiano che intaglia strane storie nel legno della realtà e produce manufatti di immaginazione. La banda è il residuo trucioloso di un'idea splendida. La sensazione che dopotutto siamo tutti esseri umani. Finalmente un film che parla di confronto e di sentimenti. Un'opera che riesce a mettere in confronto due culture diverse senza cadere nella banalità. Semplice e sofisticata allo stesso tempo. Con un tocco di dolcezza e di ironia. Amara.