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venerdì 18 novembre 2011

Wall-e


L'animazione italiana vive da sempre un suo eterno fraintendimento. Sospesa tra l'accettazione delle regole di un mercato che considera il prodotto d'animazione esclusivamente dedicato ad un pubblico non adulto e le tensioni internazionali che aprono il prodotto ad uno spettatore trasversale, l'industria italiana è rimasta alle mirabolanti imprese dei campioni di un tempo: Luzzati, Pagot, Gavioli, Cavandoli, De Mas, Bozzetto. Come il nostro cinema si è praticamente fermato ai maestri del dopo guerra, Zavattini/De Sica, Rossellini, Visconti e agli sperimentatori dei 60'/70' Antonioni, Fellini, anche l'animazione italiana paga la sua scarsa propensione a sperimentare nuove forme espressive, a guardare al di fuori del proprio contesto e soprattutto a rischiare. L'ultima fatica della Pixar Wall-e non è semplicemente un film di animazione. Racchiude in se una favola densa, suggestiva; una geniale operazione di marketing e un ingegnoso utilizzo delle più moderne tecnologie grafiche. Ma la prima mezzora del film è cinema puro, suono e immagine senza compromessi. Il resto è artigianato hollywodiano di buon livello. L'Italia intanto guarda. E paga per guardare.

lunedì 14 aprile 2008

Cartoons on the Gay!

Rick & Steve: the happiest gay couple in all the world è stata nominata Miglior serie Tv dell'anno alla 12° edizione di Cartoons on the Bay, prestigioso festival internazionale dedicato all'animazione televisiva diretto dal veterano Alfio Bastiancich. Questo cartone animato di Q. Allan Brocka realizzato con la tecnica dello stop motion è stato al centro di diverse polemiche nei giorni scorsi per il modo in cui affronta la tematica dell'amore omosessuale. I vertici RaiTrade hanno tremato all'idea che un simile prodotto approdasse in concorso ed è subito partita una campagna mediatica (che ha coinvolto anche un prodotto basco Friends & Chips: the new Pope), dagli esiti piuttosto esigui, contro la scelta della direzione artistica. Ma per una volta un festival italiano è riuscito ad essere ascoltatore dei tempi che mutano ed ha attribuito il prestigioso premio ad un prodotto che esce dagli schemi obsoleti dell'animazione vista come intrattenimento per adolescenti per approdare ad una concezione più evoluta di animazione come espressione artistica pura.

martedì 11 marzo 2008

Persepolis.



Non se vi è capitato di vedere il film di animazione Persepolis. Marjane Satrapi è una disegnatrice di talento, conosciuta in Italia per la sua collaborazione con Internazionale. Nata in Iran, ha vissuto l'avvento del regime religioso nel suo paese con particolare partecipazione, essendo i suoi genitori dei ferventi oppositori dello Scià prima e di Khomeini poi. Questa sua opera prima vede l'artista iraniana (in collaborazione con Vincent Parannaud) raccontare la terribile esperienza di una vita da straniero in patria. La Satrapi ha realizzato un capolavoro di rara bellezza, mirabile intarsio artigianale e suggestiva esperienza sensoriale. In effetti quello che colpisce, al di la di un'innegabile preziosità tecnica del film (ogni fotogramma è un poster da appendere in casa), è il misterioso equilibrio emotivo del film. La regia, sempre sapiente, guida lo spettatore attraverso tutto lo scibile emotivo, in un racconto che non conosce pause, che mai delude. Purtroppo l'Academy Award non ha premiato l'artista iraniana ma il bellissimo (ma più scontato) Ratatouille.  Un vero peccato. Sarebbe stata una bella occasione non solo dal punto di vista artistico...