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venerdì 1 agosto 2008

La banda


Il cinema lavora sulla materia dei sogni. Il regista è un artigiano che intaglia strane storie nel legno della realtà e produce manufatti di immaginazione. La banda è il residuo trucioloso di un'idea splendida. La sensazione che dopotutto siamo tutti esseri umani. Finalmente un film che parla di confronto e di sentimenti. Un'opera che riesce a mettere in confronto due culture diverse senza cadere nella banalità. Semplice e sofisticata allo stesso tempo. Con un tocco di dolcezza e di ironia. Amara. 

martedì 1 aprile 2008

L'esempio dello stato.

Giuseppe (Pino) Masciari è un imprenditore calabrese che non si è piegato al racket e che ha denunciato decine di appartenenti al sistema 'ndraghetista, collusi con le istituzioni del nostro paese. Per questo motivo Masciari da anni è protetto dallo stato ed ha lasciato la sua terra d'origine. Ma in questi giorni le istituzioni, in cui l'uomo credeva e per le quali ha combattuto con coraggio, lo hanno lasciato solo. Per protesta Masciari ha lasciato la località protetta in cui viveva per tornare in Calabria ed affrontare con dignità il destino che si è scelto nel giorno in cui ha denunciato chi allo stato si opponeva. 

mercoledì 26 marzo 2008

Biutifùl cauntri



L'arte non è uno specchio, è un martello! Così molti anni addietro John Grierson, il padre del documentarismo inglese, definiva il lavoro di quei cineasti che sceglievano l'indagine della realtà come missione morale e sociale. Questa è la sensazione che si ha vedendo lo splendido Biutifùl cauntri. Un martello di celluloide che si abbatte contro la nostra indifferenza e non un semplice specchio in cui vedere il campionario delle miserie umane. Prodotto da Lionello Cerri, il film di Esmeralda Calabria, Andrea D'ambrosio e Peppe Ruggiero racconta il lento declino delle fertili campagne del napoletano devastate dagli eco-crimini della camorra e di alcuni industriali italiani con la connivenza di certa classe politica. L'aria irrespirabile, le discariche abusive, le colture compromesse, le malattie degli animali e degli uomini, l'ecosistema compromesso per il misero denaro, per un minuto di finto arbitrio. Non cercate consolazioni, non cercate giustificazioni, non cercate la maniera, non cercate la militanza cieca, non cercate facili stilemi. Troverete soltanto la rabbia di chi ha perso tutto ma non si vuole rassegnare. L'orgoglio di chi ha detto no, ma si è trovato solo. La tenacia di chi si aggrappa ad una speranza, flebile e lontana. Troverete un documento nudo, uno splendido poema del delirio in cui il nostro paese è sprofondato. Lucido e secco questo lavoro testimonia la sconfitta delle istituzioni, la sfiducia dei cittadini e la forza di un pugno di uomini che va avanti nonostante tutto. Da vedere per non dire io non sapevo. Siamo tutti responsabili dello scempio. Ma cambiare si può. Insieme. 

martedì 18 marzo 2008

La legge è uguale per tutti.

La legge (in astratto) giudica in maniera equidistante le controversie intercorse tra le parti interessate. Essa dovrebbe apparire come una bilancia i cui piatti sono in perfetto equilibrio. La legge italiana può essere paragonata alla bilancia del salumiere furbo che, alla richiesta di 2 etti di prosciutto, risponde con un sardonico: "signo', ho fatto 3 etti e mezzo che faccio...lascio?!" Questa è la legge italiana, almeno nella sostanza. Corpus interi di leggi violentati da forzature, emendamenti dell'ultima ora, scappatoie giuridiche inventate per tutelare un qualsivoglia fortunato e molto altro ancora... 
Ancor più grave è il contrasto, molte volte voluto, tra le leggi stesse che consente agli avvocati di arricchirsi alle spalle dei cittadini e ai potenti di poter, nella pratica, violare la legge sulla base di altre leggi. Tanto per evidenziare un caso pratico si può ricordare il Decreto Legge 393/00 che ha disposto l’"interpretazione autentica" della legge 7 marzo 1996, n. 108, recante disposizioni in materia di usura. Secondo la legge sull’usura ove gli interessi (su mutui o su altri prestiti) dovuti dai risparmiatori fossero stati al di sopra di un determinato tasso dovuto per legge nessun interesse avrebbe dovuto essere versato. In altre parole le banche ove avessero chiesto ai risparmiatori troppi soldi per interessi non solo non avrebbero dovuto prendere neanche un euro ma avrebbero dovuto riconsegnare ai risparmiatori ciò che avevano guadagnato grazie agli interessi usurai.
La semplice modifica della legge non avrebbe salvato le banche dato che avrebbe potuto disporre solo per il futuro quindi ecco la trovata dei nostri politici: interpretare la legge già esistente in modo da salvare le banche modificando anche la legge per quanto riguarda le situazioni passate. Quindi con il Decreto Legge 393/00 il governo ha stabilito che un tasso deve essere considerato usuraio solo ove lo sia al momento della stipula e non mentre si effettua il pagamento, quindi se con il passar del tempo l’interesse richiesto divine usuraio (perchè ad esempio è sceso il costo del denaro) la banca può fare da aguzzino per legge. (interpretazione che non trova nella legge alcun appiglio logico).
Quindi questa simpatica trovata dei nostri governanti è stata creata per salvare le banche e salvaguardare gli interessi non dei cittadini ma dei gruppi finanziari; per salvare questi ultimi dai ricorsi dei risparmiatori (che vedono prosciugarsi i propri magri risparmi alla velocità della luce) i nostri politici (che senza le banche starebbero dietro una scrivania a non fare niente...) hanno interpretato la legge, stravolgendone l'obiettivo ultimo: la tutela economica del cittadino. Paese interessante l'Italia: un paese in cui se stupri o investi qualcuno ti fanno fare il testimonial per qualche marchio di abbigliamento o qualche servizio in tv, in cui banchieri e finanzieri che hanno evaso milioni allo stato e affamato i piccoli risparmiatori grazie all'utilizzo della finanza creativa scorrazzano allegramente in giro dopo qualche mese di domiciliari, paese in cui politici compiacenti pur essendo indagati siedono ancora sugli scranni del parlamento. Domanda: siamo cittadini oppure sudditi?

giovedì 28 febbraio 2008

Il paese delle banane...

Amici miei di seguito riporto un vero capolavoro. Raramente la lungimiranza dei nostri rappresentanti ha raggiunto siffatti livelli. Sarò breve. Da poco l'esimio Prof. Luciano Maiani è stato nominato a capo del Centro Nazionale delle Ricerche, il celebre Cnr. Pare che alla carica aspirasse anche tale Boschi. Quest'ultimo invece di esultare per una scelta finalmente meritocratica (Maiani è uno studioso con le contropalle, noto a livello internazionale) ha pensato bene di opporsi a questa nomina (non sia mai che ad uno bravo in Italia sia riconosciuto il giusto valore!). Insomma il furbone ha chiamato in sua difesa per cercare di cambiare il corso degli eventi, nientepopodimenoche...Gabriella Carlucci. Eh si, proprio lei! Mica un fisico, un chimico, un intellettuale...no! no! e no! Ma una nota esperta in materia. Nota per le sue esperienze nel campo della medicina...si, quella estetica, la Carlucci è scesa in campo portando argomentazioni del tutto rispettabili. In effetti la nota soubrette-politico (due cose che vanno molto d'accordo in questi bei tempi) ha motivato il suo dissenso verso la nomina del Prof. Maiani argomentando a tutto tondo (partendo dalle crociate fino ai giorni nostri) e citando un presunto episodio, avvenuto nel 1969, che coinvolse lo stesso Maiani ed uno dei maggiori fisici viventi: Sheldon Glashow, premio Nobel per la Fisica nel 1979. Questa è la lettera che la nostra eroina ha pubblicato on-line (indirizzata a Prodi e ad altri membri del Senato della Repubblica) e questa la successiva risposta di Glashow (il quale sentendosi chiamato in causa su un argomento di questa importanza, ha subito messo in chiaro la sua posizione ed ha risposto anche una seconda volta). Indovinate quale è stata l'ultima risposta del luminare statunitense?

Citato in origine in: http://forum.tgmonline.it/showthread.php?t=132193
Si veda per maggiori informazioni anche: http://stefanozapperi.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1803621

Grazie Remedylane

Insomma. Per riassumere...siamo il Paese delle banane. Un fisico di prestigio viene nominato a capo del maggior ente di ricerca italiano. Un altro fisico non gradisce la nomina e chiama in suo aiuto un "politico" per screditare un collega più bravo. Un nobel interviene a difesa del fisico "screditato" esaltandone le qualità umane e professionali e dando le colpe al sistema politico del nostro Paese. Risultato? La solita figura di merda dei nostri politici. E quindi del nostro Paese.

venerdì 15 febbraio 2008

Quello che tutti si stavano aspettando dalla politica...

Noi pensavamo che fosse finita! Invece il famigerato dominio www.italia.it è pronto a tornare. Il nuovo progetto prevede la spesa di solo 30 milioni di Euro. Chissà cosa succederà in futuro...magari i nostri integerrimi governanti (che per capirci di nuove tecnologie non capiscono una mazza!) il prossimo portale riescono a farlo spendendo anche di meno. Noi italiani continuiamo ad essere fiduciosi. Intanto gli anni passano ma le cose non cambiano. Come al solito...

martedì 12 febbraio 2008

I rami secchi e l'albero vecchio...

Mi scuso con chi segue questo blog. Purtroppo non sono riuscito a postare dei contenuti in quest'ultima turbolenta settimana. Ma ricomincio con rabbia. Un paese è come un albero esso prende nutrimento dai cittadini (dal loro immaginario collettivo e dai loro valori), come la pianta dalla terra attraverso le radici. Quando l'albero è giovane e forte i rami vecchi e secchi non danno fastidio, cadranno certamente, il nutrimento della terra lo sosterrà durante il passare delle stagioni. Ma quando la terra è arida e secca, esso non possiede più la necessaria forza vitale per ignorare quei rami che ne compromettono l'esistenza. L'Italia è un albero vecchio. Gli italiani un terreno arido in cui l'immaginario del futuro si è tramutato in storia, un popolo (ha senso per noi questa parola) senza senso civico, senza valori, imprigionati in un eterno e stupido presente. Hang in there.

Tomorrow never knows...

lunedì 4 febbraio 2008

Art is not a mirror is an hammer...



Nei giorni scorsi ho avuto la fortuna di vedere un bellissimo film, purtroppo di grande attualità. "Le mani sulla città" è un film coraggioso come ormai non se ne vedono più in giro. Francesco Rosi è un regista che racconta con rabbia un fenomeno tristemente noto: la speculazione edilizia. Una riflessione: il film è del 1963. Detto questo, sono passati diversi anni ed il fenomeno della speculazione sui bisogni essenziali dei cittadini non solo non è mutata, anzi ha ampliato il suo raggio d'azione includendo affari ben più redditizi come la spazzatura, l'energia e molti altri esempi. Mi raccomando non perdete il film. Vedetelo. Traslate il tutto ai giorni odierni e ditemi se qualcosa è cambiato. Comunque arte così (socialmente utile, esteticamente superba) non se ne vede all'orizzonte. Almeno in Italia dove la maggior parte dei registi cerca di andare verso il melodramma (peraltro senza saperlo fare). Arte e Società mai come oggi sono lontani. Purtroppo. Ma sono convinto che presto "A change is gonna come"!

Come diceva il caro e vecchio John Grierson...

venerdì 1 febbraio 2008

L'erba del vicino è sempre più verde...

C'è una cosa (tra le altre) che mi da un particolare senso di tristezza. Leggo spesso i giornali, la televisione, frequento blog etc...L'Italia è un paese vecchio che pensa ai vecchi, con giovani che non lavorano per costruire il proprio futuro ma per sopravvivere nel presente. Ci lamentiamo che siamo indietro, che non facciamo ricerca, che il livello dell'istruzione si è abbassato incessantemente, che le eccellenze in tutti i campi non hanno visibilità e non raccolgono meriti. Siamo il Paese delle connivenze, delle finte alleanze e delle speranze infinite...Poi giorno dopo giorno, ti guardi in giro e scopri che nel mondo i migliori ricercatori sono italiani, che i migliori artigiani sono italiani, che è italiano il patrimonio eno-gastronomico di maggior ricchezza, che possediamo inestimabili siti storico-culturali più di ogni altro Stato nel mondo, che abbiamo la storia e la tradizione, che possediamo ingegno in ogni campo etc... Chi protegge queste ricchezze? Chi contribuisce allo sviluppo della propria comunità in termini economici, sociali, civili? Lo Stato è solo una emanazione del cittadino. La colpa della nostra situazione odierna a chi va attribuita e come va risolta?...facile è trovare molti colpevoli, difficile è trovare il colpevole! Pensate...

Cogito, ergo sum...

giovedì 24 gennaio 2008

Pecunia non olet?!

Chiude il portale web www.italia.it! Costato appena 58 milioni di Euro (22 dei quali stanziati ma non utilizzati) il progetto, voluto fortemente dai nostri governanti per incentivare il turismo nel nostro paese, è rimasto on-line appena un anno per poi esser chiuso miseramente in questi giorni! Ora per molti di noi la domanda nasce spontanea, riguardo i nostri governanti...

Come disse qualcuno...fatta l'Italia bisogna fare gli italiani...